Una piccola minoranza può generare grandi cambiamenti

Un movimento di resistenza civile, per avere successo, richiede l’attivazione del 3,5% della comunità coinvolta. Questo dato, elaborato dalla politologa americana Erica Chenoweth, cambia la prospettiva circa l’efficacia dei movimenti nonviolenti: basterebbe l’attivazione di una piccola minoranza per ottenere grandi cambiamenti.
Trevirgolacinque diventa il titolo del progetto che intendiamo realizzare, un’esperienza dedicata a una comunità di partecipanti che si pone l’obiettivo di accendere la scintilla dell’intima rivolta contro la propria passività: da chiusi in noi stessi a rivolti verso ciò che ci circonda, da soggetti passivi che passeggiano lungo lo scorrere degli eventi a persone attive che l’evento lo creano
Idea progettuale
L’idea progettuale prevede la possibile realizzazione di 3,5 sia all’aperto, presso una piazza centrale della città, sia all’interno di uno spazio teatrale, senza limitazioni nel numero di partecipanti. La platea si compone di sedute disposte a cerchi concentrici attorno a un microfono posto al centro della scena.


Ai margini delle sedute, almeno due piccole strutture, stanze chiuse alla vista dei partecipanti. Voci e musiche registrate accompagnano l’entrata del pubblico, raccontando il tradimento degli ideali, la perdita della capacità di lottare, l’ignavia dilagante. Siamo seduti, siamo immobili… è troppo tardi per agire? Il microfono è il solo protagonista della scena, nessuno prende la parola.
Un attore si avvicina a un partecipante e lo invita a seguirlo. Un altro attore fa lo stesso. Le coppie entrano nelle stanze ai margini della scena.
All’interno, in una dimensione intima e protetta, il partecipante può elaborare la sua rivolta più intima. Una volta uscito, viene accompagnato verso il microfono acceso.
Ora può scegliere: tornare a sedersi o prendere posizione e condividere le propria rivolta con la platea? Chi sceglie la condivisione, parla al microfono.


Successivamente, il concetto alla base della regola del 3,5% viene evocato e trasmesso tramite una drammaturgia composta di testimonianze, musiche e poesie. Il finale è collettivo, attori e partecipanti insieme per una promessa di cambiamento.




