Qual è la tua rivolta più intima?

Il lavoro nasce dalla sensazione di vivere in una condizione di paralisi del pensiero critico e dell’azione, una situazione di ignavia che ci rende passivi, tanto a livello politico-sociale quanto nell’ambito privato. E l’arte, con la sua capacità di porsi come atto politico, può stimolare la liberazione da questo immobilismo.
Rivolti è un’esperienza dedicata a un singolo partecipante a replica che intende accendere la scintilla dell’intima rivolta contro la propria passività: da chiusi in noi stessi a rivolti verso ciò che ci circonda, da soggetti passivi che passeggiano lungo lo scorrere degli eventi a persone attive che l’evento lo creano, compiendo un gesto di ribellione all’ignavia. Riusciremo mai a colmare la distanza che separa il mondo che viviamo dal mondo che desideriamo? C’è un solo modo per scoprirlo, fare il primo passo.

Dentro l’installazione
La prima stanza è lo spazio della solitudine, dell’allontamento da chi eravamo, del tradimento dei nostri ideali. Siamo seduti, osserviamo l’esistente come spettatori passivi di una realtà che va avanti senza di noi. Si fa strada il tradimento di cui meno ci rendiamo conto, il tradimento di noi stessi.


Poi un velo si scosta e la speranza riappare. Non è troppo tardi per agire. Possiamo ancora tornare in noi stessi, possiamo ancora rafforzare la nostra fragilità. Cerchiamo la nostra rivolta più intima. Vecchia o nuova che sia, non conta, l’importante è dare corpo e voce a un’urgenza che, prima di poter coinvolgere e ispirare, deve essere espressa. E Rivolti intende fare proprio questo, offrire l’occasione di esprimerla.
“Il percorso dura solo quindici minuti, ma vibra di un’intensità e delicatezza rare, grazie alle quali ci si inabissa e si è sostenuti a risalire e rinnovare la nostra capacità di azione.”
— Silvia De March — Krapp’s Last Post
RIVOLTI
Antonia Bertagnon, Fiorella Tommasini
Silvia Massicci, Veronica Di Bussolo, Alessio Papa
Allestimento



