La città si rivela attraverso i ricordi di chi la vive.



La prima fase dell’installazione prevede la la raccolta di ricordi in forma itinerante. Una bici cargo gira per la città, sostando in piazze, vie e mercati. Qui i cittadini vengono intervistati. A tutti vengono posti gli stessi quesiti: quale luogo, via, piazza, angolo, parco, panchina o qualsiasi altro elemento dello spazio pubblico cittadino ti è caro? E perché? Le persone rispondono dal vivo e vengono registrate e fotografate. Vengono distribuite delle cartoline per chi preferisce rispondere in forma scritta.

Le immagini dei donatori, gli audio e i testi scritti danno vita a Guida alla Memoria, l’installazione narrativa dove la città si racconta in forma poetica attraverso i ricordi dei suoi cittadini. L’evento viene realizzato all’interno di una sala di dimensioni ridotte. Chi entra può rimanervi tutto il tempo che desidera, lasciandosi guidare dalle voci, dalle parole e dai volti di persone che diventano delle vere e proprie guide emotive all’interno di di questa memoria condivisa.


Il partecipante, anche se non conosce la città oggetto del progetto, si sente parte del viaggio. Le esperienze narrate riverberano in lui e richiamano alla mente e al cuore i suoi ricordi personali, legati o no alla città in cui avviene l’evento. I ricordi sono organizzati in diversi percorsi, ciascuno dei quali si concentra su un “tema emotivo”, quali ad esempio i sapori, gli amori, le trasgressioni e altri.
Una volta uscito, allo spettatore viene chiesto di donare un proprio ricordo legato a un luogo cittadino a lui caro. In cambio, viene donato un palloncino al cui interno si trova un foglietto riportante un ricordo già donato. In questo modo, l’evento stesso diventa occasione di raccolta di nuovi ricordi che vanno ad arricchire l’installazione, creando una memoria cittadina in costante movimento.

Anna Borga
Krapps Last Post
I ricordi donati sono stati inarrestabili; parlano di adolescenza, amore, lavoro, amicizia, della gioia e della fatica, della fantasia del vivere. Memorie ammalianti, divertenti, semplici, emozionanti, in grado di costruire un caleidoscopio di immagini e far ritrovare qualcosa di sé fra le pieghe di esistenze sconosciute.
Franco Acquaviva
Sipario
Momec inventa un dispositivo teatrale che agisce prima, nei mesi di preparazione, durante e dopo il festival. Esso prende la forma di una bicicletta-cargo con la quale il gruppo gira per la città a raccogliere frammenti di memoria. Il serbatoio di frasi diventa poi lo spunto per una installazione e per una sognante performance.

Audioline, le cartoline da ascoltare.
Alcuni dei ricordi raccolti sono diventati dei brevi video promozionali dell’esperienza, quelle che noi chiamiamo “Audioline”, cartoline dove i luoghi della città danno spazio a una memoria individuale che, una volta condivisa, si fa collettiva.



